INTRO

1 | Intro

Richard de Tscharner

Coexistence dans l’indifférence

2010

dalla serie Sudan

Courtesy Fondation Carène

Il fotografo paesaggista de Tscharner è stato a lungo affascinato dalle tracce lasciate sulla terra dalle civiltà passate. La civiltà ultra-mobile odierna supera queste grandi piramidi – nella più totale indifferenza, come suggerisce il fotografo nel suo titolo – correndo da un punto A verso un punto B. Le conquiste della nostra civiltà saranno ancora visibili tra migliaia di anni? Questa misera strada asfaltata e gli esili pali del telefono fanno pensare che sia poco probabile.

2 | Intro

Robert Polidori

Amrut Nagar #3, Mumbai, India

2011

dalla serie Dendritic cities

Courtesy Paul Kasmin Gallery, NYC

Polidori crede che la civiltà stia vivendo la fine dell’industrialismo e lo raffigura in un’immagine composta e sovrapposta che ci incoraggia a prestare attenzione ai dettagli – gli stessi edifici ma visti in contesti sottilmente diversi in ogni pannello. Polidori nota che “La promessa dell’industrialismo era che sempre più persone potessero vivere sempre più a lungo, diventare sempre più ricche. Ora si può avere solo una delle tre cose. Puoi avere meno persone che vivono sempre più a lungo, sempre più ricche, o puoi avere più persone che vivono meno a lungo, più povere”. La civiltà si trova di fronte a scelte difficili.

3 | Intro

Thomas Struth

Pergamon Museum 1, Berlin 2001

2001

Courtesy Atelier Thomas Struth

Struth ci mostra una civiltà che guarda indietro verso un’altra civiltà, o meglio che guarda indietro alle proprie radici profonde. L’altare di Pergamo è una costruzione monumentale realizzata durante il regno del re Eumenes II, nella prima metà del secondo secolo a.C., su una delle terrazze dell’acropoli dell’antica città greca di Pergamo in Asia Minore. Quello che si vede oggi in mostra è una ricostruzione. Sebbene sia chiaramente un omaggio alle conquiste umane del passato, potrebbe anche essere visto come una forma di arroganza moderna: il bisogno di monumentalità della nostra civiltà che annulla l’ambizione dei nostri antenati.

4 | Intro

Vincent Fournier

Ergol #1, S1B clean room, Arianespace, Guiana Space Center [CGS], Kourou, French Guiana

2011

dalla serie Space Project

Courtesy L’artista

Vincent Fournier è da tempo affascinato dai viaggi nello spazio. Ha fotografato molti siti, tra cui lo Yuri Gagarin Cosmonaut Training Center in Russia, il Baikonur Cosmodrome in Kazakistan, il Kennedy Space Center della NASA a Cape Canaveral e lo Spaceport nella Guyana francese. Tuttavia, il suo interesse non è documentario. Anche se le immagini sono certamente radicate nella realtà, a guidarlo è invece l’aspetto del sogno – un sogno collettivo che gran parte dell’umanità condivide. Gli astronauti che ha fotografato, nanizzati nei loro ambienti high-tech, sono pronti per il salto dalla terra, ma sono comunque legati ad essa.