FLUSSO

Le persone, i beni materiali, le materie prime, le idee e persino i simboli della civiltà del XXI secolo si muovono a velocità inimmaginabili per gli esseri umani di appena cento anni fa, sia sulla terra che attraverso il mare o l’aria. Il principale lubrificante, il denaro, fluisce attraverso le “condutture” alla velocità della luce, così come l’altro lubrificante fondamentale, il petrolio. Le automobili hanno moltiplicato la mobilità umana di cinquanta volte. Gli aerei ci portano da un continente all’altro nello stesso giorno. Tuttavia, le meraviglie della tecnologia che usiamo quotidianamente sono in gran parte invisibili, come la “consegna just-in-time”, finché non collassano. I fotografi si divertono con le possibilità, lavorando in ogni settore immaginabile per svelare le complessità delle intricate parti mobili della nostra civiltà planetaria.

38 | Flusso

Olivo Barbieri

entrambe le opere

site specific_MEXICO CITY 11

2011

dalla serie site specific_03 13

Courtesy Yancey Richardson Gallery New York

I quadri gemelli di Barbieri sembrano irreali, come disegni dai colori vivaci presentati come proposta per un imponente monumento pubblico. Questo senso è accresciuto dalla voluta soppressione di dettagli sulle trafficate strade sottostanti, mentre il flusso del traffico si dipana attorno all’imponente ostacolo, e dal fatto che le torri sembrano puntare in direzioni diverse nelle due fotografie. Ma le Torres de Satélite sono reali, e l’illusione del sotto/sopra è puramente dovuta all’abile posizionamento aereo del fotografo verso nord e sud. Barbieri ha realizzato un’ampia serie di queste strutture urbane iconiche in tutto il mondo: sia “site” che “sight” specifiche.

39 | Flusso

Olivo Barbieri

site specific_ISTANBUL 11

2011

dalla serie site specific_03 13

Courtesy Yancey Richardson Gallery New York

Da anni Olivo Barbieri realizza originalissimi ritratti aerei delle principali città del mondo, senza per questo considerarsi un documentarista. Piuttosto, trae ispirazione da Di Chirico e Man Ray, e ha sviluppato un approccio distinto che privilegia una resa onirica, utilizzando dispositivi che distorcono sottilmente la realtà percepita – una tecnica “tilt-shift” e manipolazioni del colore, tra cui lo sbiancamento di alcune aree e la deregistrazione. Il mondo è saturo di vedute da cartolina o immagini pubblicitarie di città come Istanbul; ma con la sua tecnica destabilizzante, Barbieri ci incoraggia a guardare sotto una nuova luce queste favolose e ben radicate realizzazioni umane che sono le più grandi città del mondo.

40 | Flusso

Mike Kelley

Flughafen Zürich 28 and 16 (Visual Separation)

Otto ore di movimenti aerei presso l’aeroporto di Zurigo, luglio 2015

2015

dalla serie Airportraits

Courtesy L’artista

La maggior parte delle fotografie intende catturare quello che Henri Cartier-Bresson chiamava notoriamente ‘il momento decisivo’, ed equivale a una frazione di secondo. Questa immagine dell’aeroporto di Zurigo è stata creata nel corso di otto ore, durante le quali ogni movimento degli aerei è stato meticolosamente registrato. Le singole immagini sono state poi cucite insieme, creando un’emozionante sensazione di uno stormo di uccelli – per quanto meccanici possano risultare. Per Kelley, è un modo di mostrare drammaticamente il dinamismo dell’industria aeronautica. Eppure lì, in primo piano, c’è una pratica placida e antica, che è stata con noi per 10.000 anni ed è generalmente associata all’ascesa della civiltà: l’agricoltura.

41 | Flusso

Alejandro Cartagena

dall’alto

Carpoolers #1
Carpoolers #10
Carpoolers #53

2011-2012

dalla serie Carpoolers

Courtesy L’artista e Kopeikin Gallery

Il carpooling è normalmente collegato alla classe media suburbana, perché permette di razionalizzare i loro spostamenti verso il lavoro. L’uso del termine che ne fa Alejandro Cartagena è ironico e si riferisce, invece, ai percorsi accidentati dei lavoratori in Messico, le cui risorse finanziare non consentono nulla di neanche lontanamente confortevole, o per i quali il trasporto pubblico non è un’opzione percorribile. Il fotografo ha scelto un punto di vista brillante: un ponte sull’autostrada che richiede rapidità di riflessi. Ma questo non è un gioco per Cartagena: il contesto in cui vuole che il suo lavoro sia visto e compreso è, in realtà, quello della lotta per l’esistenza quotidiana di questi lavoratori, fatta di incertezza e di misere ricompense.

42 | Flusso

Alex MacLean

Shipping containers, Portsmouth, VA

2011

Courtesy L’artista

MacLean è un pilota, mai stanco delle meraviglie della civiltà umana che si rivelano dall’aria. La sua visione di container ammassati – ripresa in diagonale per trasmettere un senso di movimento, forse anche di instabilità – parla ovviamente del trasporto di merci ma rappresenta anche l’incontro di una serie di tecnologie. Per millenni, il trasporto non è stato standardizzato. Il container standardizzato – impilabile, facile da caricare e scaricare, sicuro, consegnabile via mare, camion e ferrovia – ha avuto un effetto rivoluzionario sul commercio mondiale, e molti sostengono che i container siano stati il più grande motore della globalizzazione negli ultimi sessant’anni.

43 | Flusso

Lee Friedlander

da sinistra

Fort Davis, 2006
Las Vegas, 2002
Montana, 2008

2002

dalla serie America by Car

Courtesy Fraenkel Gallery, San Francisco

Per millenni, l’umanità si è mossa a un ritmo umano, in media 800 metri all’ora. Col cavallo, siamo riusciti ad aumentare la nostra velocità, un passo rivoluzionario nell’evoluzione della società. Oggi, l’auto di famiglia vanta tipicamente 170 cavalli – che diamo per scontato, come la fenomenale libertà dell’auto-movimento. Eppure, una volta che siamo dentro a queste macchine, guardando fuori, esse diventano in gran parte invisibili per noi. Friedlander ristabilisce l’equilibrio. Viaggiando attraverso gli Stati Uniti, registra il paesaggio che cattura la sua immaginazione all’interno della cornice artificiale del finestrino dell’auto. Non è forse così che molte persone oggi incontrano gran parte del mondo?

44 | Flusso

Mintio

Concrete Euphoria, Bangkok from the Baiyoke

2008

dalla serie Concrete Europhoria

Courtesy L’artista

Concrete Euphoria di Mintio esplora lo spirito, o il sentimento, delle sempre mutevoli megalopoli dell’Asia. Creando internamente alla macchina fotografica (nessuna immagine digitale è stata coinvolta), Mintio lavora con esposizioni di quattro e otto immagini all’interno di un singolo fotogramma; ogni esposizione varia in lunghezza da secondi a mesi. Mintio pensa alla stampa finale, simile a un caleidoscopio, come a una sorta di “mappa” – parti uguali di meraviglia/sogno (l’euforia) e fatto/realtà (il cemento). La città – ci ricorda Mintio come fece lo scrittore Italo Calvino nel suo libro Le città invisibili – è prima di tutto una cosa reale, ma quella realtà deve prima scaturire dall’immaginazione umana.

45 | Flusso

Paolo Woods and Gabriele Galimberti

da sinistra

Neil M. Smith è il ministro delle finanze delle Isole Vergini Britanniche, fotografato qui nel suo ufficio a Road Town, Tortola. Le BVI sono uno dei centri di servizi finanziari offshore più importanti del mondo e il leader mondiale per la costituzione di nuove società. Ci sono più di 800.000 aziende con sede nelle BVI ma solo 28.000 abitanti. Le BVI sono i secondi maggiori investitori diretti in Cina, subito dopo Hong Kong. Isole Verigini Britanniche

Un impiegato di “Jetpack Cayman” mostra questo nuovo sport acquatico, ora disponibile sull’isola. Un motore di 2000cc pompa l’acqua attraverso il Jetpack, spingendo il cliente fuori dal mare (359 USD per una sessione di 30 minuti). Mike Thalasinos, il proprietario della società, osserva: “Il Jetpack è a gravità zero, le Cayman sono zero tasse, siamo nel posto giusto!” Grand Cayman

2012/2015

dalla serie The Heavens

Courtesy Gli artisti

Galimberti e Woods hanno affrontato un soggetto molto difficile quando hanno deciso di fotografare il flusso del denaro. Per la maggior parte, e sempre di più, le transazioni sono invisibili, a meno che non si decida di fotografare lo schermo di un computer.

46 | Flusso

Vincent Fournier

Tokyo Storm Sewer System #1, [Saitama], Japan

2009

dalla serie Tour operator

Courtesy L’artista

Come molti altri fotografi di Civilization, Fournier è un artista versatile e di ampio respiro. Ci vuole una mente curiosa per scendere sotto il livello della strada – in questo caso si scende in caverne simili a cattedrali, appartenenti allo straordinario sistema fognario di una grande città. Fournier dimostra l’intricata complessità mostrandoci due percorsi che si biforcano, ma come riesce a rendere la scala? Con un vecchio trucco che i fotografi usano fin dai primi tempi della fotografia, ovvero facendo posare qualcuno (spesso l’assistente) nella foto.

47 | Flusso

Andreas Gefeller

Poles 31

2010

dalla serie The Japan Series

Courtesy Thomas Rehbein Galerie

La civiltà ha conosciuto l’elettricità sotto forma di fulmini, elettricità statica e magnetismo per migliaia di anni, ma solo negli ultimi 200 anni è stata sfruttata l’energia delle particelle cariche. L’intersezione di Gefeller di fili orizzontali, verticali e diagonali, che si incrociano o si uniscono verticalmente, potrebbe essere confusa con un’opera d’arte contemporanea. Alcuni scorrono attraverso l’incrocio dritti come frecce; altri spiraleggiano elegantemente. Fotografando di notte, il fotografo fa risaltare queste autostrade in un netto rilievo. La maggior parte del tempo noi cittadini sottostanti le ignoriamo, dando per scontata l’energia che utilizziamo di giorno e di notte.

48 | Flusso

Jo Choonman

GOLIAT

2013

dalla serie INDUSTRY KOREA

Courtesy L’artista

Una fortezza che prende forma? Secondo una rivista, “un potenziale foriero di grandi cambiamenti nell’Artico, se non nell’intero pianeta”. Goliat, mostrata qui in costruzione in Corea del Sud, da allora ha fatto mezzo giro del pianeta, un viaggio di 15.000 miglia fino alle acque al largo della Norvegia, diventando la piattaforma petrolifera galleggiante più a nord del mondo. Con i suoi 60 piani di altezza (di gran lunga più alta di qualsiasi edificio terrestre in Norvegia!), le sue pompe estraggono 100.000 barili al giorno. I proprietari di Goliat immaginano una catena di Goliat in cima al mondo, succhiando correnti profonde di petrolio artico, mentre il riscaldamento globale continua a sciogliere la regione.

49 | Flusso

Victoria Sambunaris

Untitled (Pipes), Monahans, Texas

2012

Courtesy L’artista e Yancey Richardson, New York

Sambunaris applica il termine ‘geografia sociale’ al suo lavoro, isolando le immagini del mondo naturale e sovrapponendovi la griglia implacabile dell’intervento umano. Il mito dell’America, e in particolare il suo paesaggio occidentale, ha ampiamente utilizzato le idee di libertà e di indipendenza delle frontiere che si trovano anche in gran parte della retorica politica nazionale, che è anche alla base di buona parte dell’immaginario culturale popolare. Sambunaris crede che oggi questi stessi paesaggi siano profondamente segnati da interventi che contraddicono quelle mitologie e, al loro posto, presenta una visione chiara, a volte sublime e a volte negativa. Propone una mentalità critica che tiene conto sia della dimensione estetica che di quella politica.

50 | Flusso

Henrik Spohler

dall’alto

Il Terzo Giorno, coltivazione e misurazione delle piante di mais, istituto di ricerca di Germania

Il Terzo Giorno, Piantagione di pomodori a Middenmeer, Paesi Bassi

non datate

dalla serie The Third Day

Courtesy L’artista

Per Spohler, gli esseri umani adattano la crescita e la proliferazione ai loro bisogni, trasformandoli industrialmente. Irrighiamo i deserti, coltiviamo frutta e verdura sotto chilometri di plastica e, sempre più con l’aiuto dell’ingegneria genetica, manipoliamo la creazione stessa. Gli ortaggi si allineano in fila in enormi monocolture; persino la divisione del giorno dalla notte è stata sospesa da tempo, tanto che nei nostri mercati locali si può trovare il “paradiso dell’abbondanza”.

51 | Flusso

Dan Holdsworth

A Machine for living 01

1999-2000

dalla serie A Machine for living

Courtesy L’artista e Tate Collection

Ci si chiede se la “machine for living” di Dan Holdsworth sia scattata su Marte, o se sia un’opera della sua immaginazione. Non lo è, naturalmente. Quei colori strani ed eretici hanno a che fare con i tempi di esposizione, cancellando tutto il traffico veicolare e la presenza umana. Non ci si aspetta sicuramente di vedere un essere umano reale camminare su quelle strade eleganti o attraverso gli enormi di parcheggi di cemento impilati; la “natura” è stata prima rimossa e poi ri-aggiunta per conformarsi ad un’estetica ben regolamentata. Ha importanza dove si trova questa macchina urbana? Francoforte o Dallas o Singapore? Noi lo riconosciamo semplicemente come un luogo vicino. Rimarrà senza nome.

52 | Flusso

Jeffrey Milstein

Newark 8 Terminal B, Newark, NJ

2016

dalla serie Airports

Courtesy L’artista

Il lavoro del pilota-fotografo Milstein è pesantemente influenzato dalla sua passione per l’aviazione e da un occhio attento per l’architettura e le strutture civili per come si presentano dall’alto. Nel suo straordinario immaginario, il controllo è simile alla micro-gestione umana dell’ambiente naturale: da un lato, la nostra capacità di modificare radicalmente la topografia fisica e, dall’altro, la capacità di superare le forze naturali – in particolare la gravità. Qui, nella trafficata Newark, le migliaia di esseri umani che scorrono attraverso il terminal non si vedono da nessuna parte. Racchiusi nel cemento, nel metallo, nella plastica e nel vetro, vengono processati in modo efficiente prima di essere trasportati verso destinazioni lontane. Non siamo stati tutti lì, ovunque si trovi quel “lì”?

53 | Flusso

Christoph Gielen

CONVERSIONS, Suburban California

2008

Courtesy L’artista

Le grandi autostrade e superstrade di oggi, come mastodontiche opere di ingegneria, sono state paragonate alle cattedrali del Medioevo, o anche alle piramidi d’Egitto. Hanno accelerato il nostro mondo in tutti i sensi, riducendo il tempo e lo spazio. È difficile farsi un’idea della loro complessità – anzi della loro bellezza – da terra, e Gielen ha preso il volo per fotografare le forme sinuose di un sistema viario della California meridionale. La prossima rivoluzione (o le prossime rivoluzioni) nei trasporti potrebbero alterare questi paesaggi in modo drammatico. Tra cento anni, si dimostreranno adattabili come hanno dimostrato le cattedrali medievali, o diventeranno semplici rovine nel paesaggio?

54 | Flusso

Edward Burtynsky

Manufacturing #17, Deda Chicken Processing Plant, Dehui City, Jilin Province, China

2005

dalla serie China

Courtesy Flowers Gallery London

Il vasto impianto di trasformazione avicola di Burtynsky in Cina parla della straordinaria natura collettiva della moderna produzione alimentare in una nazione di oltre un miliardo di persone in rapido sviluppo. Il fotografo ha rappresentato centralmente file ripetitive di lavoratori vestiti in modo identico, fino a farli scomparire in lontananza, suggerendo un compito collettivo infinito. L’immagine può essere vista come una prova documentaria di un complesso sistema industriale e/o come un segno delle tremende sfide che la Cina deve affrontare mentre si propone per un ruolo di primo piano nella civiltà planetaria del XXI secolo.