E POI...

Cosa ci aspetta? Ce lo chiediamo ogni giorno. Le auto e gli aerei senza conducente sono una realtà, mentre i robot già tagliano i prati e operano sui nostri corpi, spesso facendo un lavoro più affidabile dei nostri colleghi umani! Un tempo oggetto di fantascienza, le nuove tecnologie adesso passano in breve tempo dai laboratori agli scaffali dei consumatori. Ci aspettiamo innovazione e cambiamenti in ogni ambito della nostra vita. Ma chi osa prevedere come sarà il nostro mondo, le sue città e le sue macchine, nel 2100? E come saremo noi? Ciò che è chiaro è che questo nuovo mondo coraggioso è sempre più un’impresa collettiva. I fotografi cercano i segni di questo mondo non così lontano; individuano i semi che vengono gettati e le nuove forme vegetali che spuntano ovunque.

140 | E poi…

David Maisel

Interior, Referee Module 2, Whole System Live Agent Test Chamber (5370_04), Dugway Proving Ground, Utah

2014

dalla serie Proving Ground

Courtesy L’artista e Yancey Richardson Gallery, NY/Haines Gallery, San Francisco/Ivorypress Gallery, Madrid

Proving Ground’ sembra avere un doppio significato: la lettura evidente di un sito di prova e la lettura più metaforica in cui ci si potrebbe chiedere: con tutte queste armi che si sforzano così ardentemente di sviluppare, cosa stanno cercando di dimostrare gli umani? Siamo capaci di auto-annientamento?

141 | E poi…

Simon Norfolk

Il supercomputer Mare Nostrum al Centro Supercomputer di Barcellona, collocato nella navata di una vecchia chiesa per migliorarne il raffreddamento. Tra i molti compiti il computer è stato utilizzato per modellare le forme delle ali dei jet da combattimento, un lavoro che richiede una enorme potenza di calcolo.

2006

Courtesy L’artista

Il supercomputer Mare Nostrum, situato all’interno di una chiesa, è una strana combinazione di scienza, architettura e religione. Tra i molti compiti assegnati al computer c’è quello di modellare le forme delle ali dei jet da combattimento, un lavoro che richiede una potenza di calcolo colossale. Ciò solleva la filosofica domanda: gli esseri umani sono parte dell’equazione?

142 | E poi…

Peter Bialobrzeski

Paradise Now-18

2008

dalla serie Paradise Now

Courtesy LA Galerie, Frankfurt

Peter Bialobrzeski è acutamente consapevole del suo status privilegiato, essendo nato nella parte ricca del mondo: “Tutto ciò che ho raggiunto, tutto il comfort che sto vivendo e che do per scontato”. Dal 2000 fotografa ampiamente in Asia. Il titolo della serie di cui questo lavoro fa parte, Paradise Now, è chiaramente ironico. Il tempo di esposizione permette che il movimento di una gru crei la sensazione di un visitatore ultraterreno, mentre la natura può essere immaginata come minacciata dalle torri incandescenti in lontananza, o in procinto di prendersi la sua vendetta.

143 | E poi…

Toshio Shibata

da sinistra

Hino Town, Tottori Prefecture, 2009 Nikko City, Tochigi Prefecture, 2014

Courtesy L’artista

Shibata si interessa alle persone, ma gli piace la rappresentazione indiretta, un approccio “che sembri come se qualcuno fosse lì”. Shibata sceglie le infrastrutture come soggetto principale della sua fotografia. Di solito, per sua natura, l’infrastruttura è considerata utile – l’opposto dell’arte – però, rappresenta il tempo e lo spazio di un’epoca e coglie qualcosa della vita quotidiana. Per Shibata, le infrastrutture incarnano molti elementi del paesaggio, come l’ambiente, le condizioni economiche e la tecnologia. Le sue prospettive sono davvero insolite e disorientanti. Ci costringe a decifrare le sue immagini.

144 | E poi…

Andreas Gefeller

FR 23

2014

dalla serie Blank

Courtesy Thomas Rehbein Gallery

Situata a Seoul, Corea del Sud, la notevole torre per uffici GT Tower East è stata progettata dallo studio di architettura olandese ArchitectenConsort, con sede a Rotterdam. Con la sua facciata di vetro elegantemente ondulata, il nuovo grattacielo porge una chiara sfida all’architettura spigolosa della capitale coreana. È probabile che nel ventunesimo secolo vedremo molte nuove forme di architettura. Lo spazio costruito esprime le priorità materiali e politiche di una società. Documentando le strutture della prosperità in una società tecnicamente molto sviluppata, Gefeller mira a offrire uno sguardo eloquente sull’attuale impasse nel trovare un’abitazione per tutti nel mondo, e al contempo preservare il pianeta.

145 | E poi…

Olaf Otto Becker

Supertree Grove, Gardens by the Bay, Singapore 10/2012

2012

dalla serie Reading the Landscape

Courtesy L’artista

Data la realtà del riscaldamento globale, c’è un serio bisogno di trattare con la natura in modi altamente innovativi per sopravvivere come specie. Il vasto deserto del Gobi, per esempio, è il deserto che si muove più velocemente sulla terra, inghiottendo oltre 2000 chilometri quadrati di terra ogni anno e distruggendo molti villaggi sul suo cammino. Mentre le nazioni più povere affrontano la devastazione, quelle più ricche possono accontentarsi di spostarsi all’interno, sviluppando tecnologie efficienti per creare ambienti “naturali” altamente artificiali, come i Gardens by the Bay di Singapore, o l’Eden Project nel Regno Unito.

146 | E poi…

Irene Kung

da sinistra

Grande Arche Paris, 2007 IAC Gehry NY, 2010 Gherkin London, 2008 Torre Velasca, 2010

2010

dalla serie The Invisible City

Courtesy L’artista

Il titolo della serie di Kung è ispirato al libro altamente immaginativo dello scrittore Italo Calvino, Le città invisibili. È un titolo appropriato perché, come Calvino, Kung tempera abilmente la realtà con una fertile immaginazione. Gli edifici sono reali – e iconici – ma il trattamento è onirico, come se le strutture esistessero su un pianeta molto, molto lontano, o dovessero ancora essere realizzate. È possibile che le città a venire copino queste forme, almeno in una certa misura. Ma è più che probabile che nuovi materiali e tecnologie faranno emergere forme non ancora nemmeno sognate.

147 | E poi…

Christian Lünig

Installation process of the Wendelstein 7-X nel 2011 / total view

2011

dalla serie fusion

Courtesy L’artista

Il reattore a fusione nucleare Wendelstein 7-X (chiamato anche “stellarator”) si trova a Greifswald, in Germania. Fa parte della missione globale per creare un metodo ecologico per produrre elettricità. Lünig vede Lünig lo vede come “probabilmente uno dei più grandi problemi della civiltà ancora da risolvere”. Il fotografo lo associa a ITER in Francia, la collaborazione di 35 nazioni per testare la fattibilità della fusione nucleare, con cui gli atomi si uniscono a temperature estremamente elevate e rilasciano grandi quantità di energia. Il principio è lo stesso che alimenta il nostro sole e le stelle.

148 | E poi…

Michael Najjar

f.a.s.t.

Il più grande radiotelescopio astronomico della terra, chiamato “Five hundred-meter Aperture Spherical Telescope”, si trova in un’area remota della Cina. La sua superficie è composta da 4450 pannelli metallici triangolari modellati a forma di cupola geodetica. Può essere inclinato attraverso un computer per spostare la messa a fuoco su diverse aree dell’Universo.

2017

dalla serie outer space

Courtesy L’artista

Cosa c’è di più futuristico che cercare civiltà appartenenti ad altri mondi? Il lavoro di Najjar, fotografo e astronauta (ancora in formazione), raffigura il più grande radiotelescopio astronomico sulla terra. Nel 2016, la Cina ha costruito questo strumento incredibilmente imponente, chiamato ‘Five-hundred-metre Aperture Spherical Telescope’, in una remota e poco accessibile regione montuosa a sud del paese. Può essere inclinato attraverso un computer per spostare la messa a fuoco su diverse aree dell’universo. I radiotelescopi sfruttano una grande parabola per ricevere le onde radio da fonti lontane. Tuttavia, uno degli obiettivi principali di questo strumento è quello di rilevare segnali di comunicazione interstellari, segnali provenienti da civiltà aliene.

150 | E poi…

Murray Ballard

Patient Care Bay (Bigfoot dewar being filled with liquid nitrogen), Alcor Life Extension Foundation, Scottsdale, Arizona. October 2006

2006

dalla serie The Prospect of Immortality

Courtesy L’artista

Ballard ci dà una visione meno tecnologica di ciò che sembra essere quasi fantascienza. La crionica è la pratica o la tecnica di congelare i corpi di persone appena morte nella speranza che i progressi scientifici possano permettere loro di rivivere in futuro. La Alcor Life Extension Foundation sostiene di essere il leader mondiale nella crionica, nella ricerca crionica e nella tecnologia crionica. Alcor è un’organizzazione non-profit con sede a Scottsdale, Arizona, fondata nel 1972. Il ‘Bigfoot dewar’ è un contenitore che può conservare quattro pazienti crionici interi.

151 | E poi…

Cara Phillips

White Before & After Room (Beverly Hills, CA)

2007

dalla serie Singular Beauty

Courtesy L’artista e Robert Morat Galerie

Prima e dopo… Promesse del miracoloso nella vita quotidiana: vivere più a lungo, essere più felice, essere amato! Ma prima di tutto, investi in un viso più bello di quello che la natura ti ha dato. Una volta terminata l’operazione e una volta sparito il dolore, avrai bisogno di una prova visiva per Facebook e Instagram. Dovrai entrare in questa cabina ed eseguire gli ordini del fotografo. Non preoccuparti, lui sa cosa vuoi. Ha già visto tutto prima. E se sei fortunato, avrai milioni di like, prima che tutti i tuoi innumerevoli ‘amici’ si spostino verso qualcuno più giovane, più bello. Ma poi, potrai tornare qui e lo faremo di nuovo!

152 | E POI…

Robert Zhao Renhui

2013

Dalla Serie A Guide to the Flora and Fauna

Courtesy L’artista e ShanghArt Gallery

Renhui ha dedicato la sua carriera ad esplorare le questioni del rapporto dell’umanità con la natura. Una selezione di opere del suo progetto A Guide to the Flora and Fauna of the World ci mette in guardia dalle specie futuristiche e geneticamente modificate che sono già tra noi. Il progetto completo di Renhui comprende cinquantacinque specie reali di piante e animali, spesso ignorate dal discorso scientifico tradizionale, che sono state colpite da influenze estetiche, genetiche, evolutive o ecologiche. Scegliendo di non mostrare queste piante e animali comuni in un ambiente naturalistico, l’artista sottolinea l’origine artificiale di queste specie, progettate per lo studio, il commercio o il divertimento.

prima colonna da sinistra, dall’alto

Man-made grapes Uva artificiale composta da gelatina, aroma d’uva e coloranti artificiali viene spacciata per uva vera nei mercati di strada cinesi.

Cauliflower Il cavolfiore è probabilmente la pianta più modificata del mondo. Le sue origini esatte non possono essere determinate, anche se è stato classificato come appartenente alla famiglia della senape. Tra gli alimenti comuni che derivano da questa famiglia ci sono i broccoli, i cavoli e i cavoletti di Bruxelles.

Painted Indian glassy fish, Mekong Deep Blue variant Alcune specie di pesci ornamentali d’acquario sono state colorate artificialmente per attirare i consumatori. Diversi colori possono essere applicati attraverso il ‘juicing’ del pesce, un procedimento in cui alla creatura viene iniettato un colorante con una siringa ipodermica. Nelle competizioni di aquascaping in Asia, la varietà “Mekong Deep Blue” è brevettata e molto ricercata dagli appassionati di aquascaping.

seconda colonna da sinistra, dall’alto

Moon dust (ash belonging to 103 species of insects collected from a lamp cover) Dopo le dieci di sera, meno del 4% di Singapore resta nel buio totale. Gli insetti sono attratti dalle fonti di luce artificiale, anche se nessuno sa esattamente perché. Gli insetti generalmente muoiono per sfinimento o per contatto con il calore delle lampade. Dopo essere stati inceneriti, i loro corpi diventano un mucchio di cenere, che viene raccolta nelle coperture dei lampioni. La cenere, chiamata anche “polvere di luna” (moon dust), è usata dagli scienziati per studiare l’impatto ecologico dell’inquinamento luminoso sugli insetti.

Square apple Vendute in un grande magazzino in Corea del Sud, queste mele quadrate sono state create come regali per gli studenti che affrontavano il College Scholastic Ability Test, con alcune scritte come “pass” o “success”. Un’anguria quadrata simile è stata sviluppata in Giappone negli anni ’80. I frutti cubici sono creati bloccando la loro crescita all’interno di cubi di vetro.

Fluorescent zebrafish Un pesce zebra modificato con una proteina verde fluorescente originariamente estratta da una medusa è stato sviluppato da un gruppo di scienziati a Singapore nel 1999. L’obiettivo era quello di sviluppare un pesce che potesse rilevare l’inquinamento diventando fluorescente in presenza di tossine ambientali. Questi sono stati i primi pesci geneticamente modificati disponibili in commercio e oggi sono largamente venduti negli Stati Uniti come animali domestici.

terza colonna da sinistra, dall’alto

Fake beef Si è scoperto recentemente che in Cina il maiale è stato reso esteticamente simile al manzo. Infatti, sono stati aggiunti “coloranti di manzo” ed “estratti di manzo” alla carne di maiale per renderla quanto più simile al manzo nell’aspetto e nel sapore.

Unbreakable egg Una società in Giappone ha sviluppato una tecnica per creare uova che sono così forti da non poter essere rotte. L’unico modo per accedere al loro contenuto è quello di forare il guscio con uno strumento appuntito. L’uovo è stato creato aggiungendo la proteina vegetale di un albero di banyan ad un pollo, creando così un uovo con una consistenza simile ad una corteccia.

Painted molly, Rainbow Star Warrior variant Ci sono diversi metodi per creare colori artificiali nei pesci e alcuni metodi rimangono segreti industriali ben custoditi. Un metodo recente è l’uso di tinture laser per tatuare i pesci d’acquario con modelli, colori e testo. è simile a un metodo che risale al 1975 usato dagli scienziati per monitorare i movimenti dei pesci in natura marcandoli. La Rainbow Star Warrior, creata a Singapore nel 2002, utilizza una versione sofisticata della tintura laser per creare conchiglie colorate con ben 256 colori.

153 | E poi…

Max Aguilera-Hellweg

da sinistra

Joey Chaos, testa di androide, rock star, ha opinioni politiche molto precise, specialmente sul capitalismo e su cosa significa essere punk. Hanson Robotics, Plano, Texas Dalla serie Humanoid Braccio alimentato da un motore a razzo, Vanderbilt University, Nashville, Tennessee Dalla serie Bionics

2010

Courtesy L’artista

La specie umana continua a sperimentare ed esplorare le proprie capacità e quelle del corpo umano. L’ingegnosità umana ha anche restituito funzioni corporee a coloro che le hanno perse, spesso in modo drammatico. Per costruire un braccio robotico, è sufficiente combinare un braccio meccanico con un motore a razzo in miniatura, ottenendo un dispositivo protesico che è la cosa più vicina a un braccio bionico. Il prototipo può sollevare (curvare) circa nove-undici chilogrammi – da tre a quattro volte più delle attuali braccia commerciali e da tre a quattro volte più veloce.

153 | E poi…

Reiner Riedler

Humanoid robot “Rollin’ Justin”, DLR German Aerospace Center, Institute of Robotics and Mechatronics, Oberpfaffenhofen, Germany

2016

dalla serie WILL

Courtesy L’artista

Riedler è da tempo affascinato dai robot e qui condivide una visione del prossimo futuro in cui molti di noi abbracceranno volentieri la tecnologia, una volta che ne comprenderanno i vantaggi – e se il prezzo sarà giusto. Spazzare un pavimento sarà un’antica attività umana che verrà facilmente messa sulle spalle di questi parenti umanoidi. I ricercatori del Future of Humanity Institute di Oxford hanno riflettuto sul futuro profondo dell’umanità e sui suoi rischi esistenziali, includendo l’analisi della superintelligenza, del potenziamento umano, del transumanesimo e dell’antropica – sollevando domande sulla possibilità che in futuro l’innovazione superi la cautela.

154 | E poi…

Edgar Martins

Centro di crash test, Centro di ricerca e innovazione del BMW Group (FIZ) Monaco di Baviera (Germania). Area di stoccaggio dei manichini per i crash test.

2015

dalla serie 00:00.00

Courtesy L’artista

Attenti e ansiosi come spesso siamo, di fronte al proliferare dei robot nelle nostre vite, potremmo essere perdonati per aver pensato di trovarci di fronte a un gruppo mutilato e infelice, incarcerato in una prigione sterile e illuminata con forti luci artificiali. È snervante realizzare che questi ‘umani’ stanno per essere sottoposti a forze fisiche violente, sacrificandosi per risparmiare al resto di noi le conseguenze peggiori delle nostre abitudini di guida irresponsabili. Per ottenere queste foto, Martins ha dovuto sincronizzare le sue immagini con le pause di produzione, programmate o meno, che vanno controcorrente con il ritmo di una fabbrica in rapido movimento.

155 | E poi…

Michael Najjar

orbital ascent

Il 17 novembre 2016 alle 10.06 ora locale un razzo Ariane 5 è stato lanciato in orbita dal Guiana Space Centre.

2016

dalla serie outer space

Courtesy L’artista

In questa fotografia, Naijar descrive il suo interesse nei confronti del progresso “nel campo dell’esplorazione spaziale ed il modo in cui plasmerà la nostra vita futura sulla Terra, nell’orbita terrestre e su altri pianeti. Oggi la specie umana sta affrontando minacce crescenti sul pianeta Terra, tra cui la sovrappopolazione, il cambiamento climatico, la diminuzione delle risorse e la carenza di energia, cibo e acqua”. Sente che la sopravvivenza della specie umana potrebbe dipendere dalla terraformazione, e che “abbiamo bisogno di estendere il nostro quadro di riferimento esistenziale da uno che è puramente legato alla Terra ad uno che includa l’orbita terrestre e lo spazio esterno in generale”.

156 | Last

Richard Wallbank

Heliconius sara mutant (ventral) 1_5 Heliconius sara mutant (ventral) 3_15 Heliconius sara mutant (dorsal) 1_19 Heliconius sara mutant (dorsal) 3_15

2016

Courtesy L’artista

La nuova tecnologia CRISPR (tratti specifici di DNA) ha permesso, per la prima volta, di modificare geneticamente queste farfalle Heliconius sara provenienti dai tropici di Panama, alterando il motivo nero delle loro ali e rivelando la funzione e l’importanza di geni specifici che lo determinano. Ingegneria genetica, manipolazione genetica … Una domanda ironica: cosa potrebbe andare possibilmente storto? Le implicazioni etiche dell’ingegneria genetica e della manipolazione genetica sono certamente profonde e sollevano molte domande complesse per l’umanità.